Agenda 2030. Bussola per la ripartenza post Coronavirus

di Giorgio Santini – presidente AsVeSS

ASviS ha presentato nei giorni scorsi “Politiche per fronteggiare la crisi da Covid-19 e realizzare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile“, primo rapporto che esamina i decreti del Governo per contrastare l’emergenza Covid-19 e la loro coerenza con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

Un lavoro che proseguirà anche con i prossimi provvedimenti governativi in via di emanazione per contribuire a imboccare la strada giusta della ripartenza dopo i difficili mesi dell’emergenza sanitaria, che lascia due pesanti ipoteche.

Da un lato una ferita profonda sulla vita delle persone e delle comunità (salute, economia, lavoro, rapporti sociali, ambiente), dall’altro l’obbligo a impegnare quantità rilevanti di risorse pubbliche (facendo nuovi ingenti debiti) per poter reggere l’urto e ripartire.

Tutti i segnali a livello economico e sociale ci dicono che non sarà un semplice ritorno al “come eravamo”. In alternativa alla paralisi o alla regressione si pone l’esigenza di “rimbalzare in avanti” nella direzione di uno sviluppo che, rispetto a quanto finora conosciuto, permetta una maggiore sostenibilità per le persone e per le comunità. In questo ci può essere di grande aiuto il riferimento ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030, che hanno valenza politicamente prescrittiva per il nostro paese, per l’Europa e più in generale per tutti i paesi dell’Onu.

È richiesto per tutto il contesto nazionale e internazionale un cambio di marcia, una sterzata decisa che sia in grado di rispondere alle gravi difficoltà e alle più gravi carenze evidenziate dall’esplosione della pandemia.

Un cambio di paradigma” articolato su più dimensioni:

  • Rafforzare i beni comuni: è necessaria una maggiore considerazione istituzionale e un più consistente impegno economico-legislativo per i sistemi Socio-Sanitario, di Istruzione, di Assistenza, di Accesso ai beni essenziali (alimentazione, acqua, energia) in modo tale che si possa far fronte alle diverse situazioni di emergenza ma prima ancora che, in via ordinaria, si sia in grado di prevenirle. Ciò richiama il ruolo essenziale delle Istituzioni pubbliche cui sono richieste condizioni di funzionamento migliori del recente passato soprattutto in materia di leale collaborazione tra Stato-Regioni-Enti Locali. Con ancora maggiore urgenza è richiesta una robusta semplificazione delle procedure amministrative per quanto riguarda l’attivazione degli investimenti pubblici e l’utilizzo dei Fondi Comunitari, i trasferimenti verso imprese e cittadini.
  • Costruire un’economia per il benessere di tutti: economia circolare, tutela e sicurezza del lavoro, investimenti con garanzia pubblica per lo sviluppo sostenibile, conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita con servizi alle persone per figli ed anziani, parità di genere, responsabilità sociale e ambientale delle imprese, sviluppo di una economia civile che valorizzi il ruolo del Terzo Settore e del Volontariato.
  • Accelerare la transizione energetica verso la decarbonizzazione per contrastare il cambiamento climatico e il conseguente degrado insostenibile ed irreversibile del pianeta.
  • Accessibilità digitale per tutti come fattore economico importante per guidare la nuova frontiera dello sviluppo ma anche come modalità per costruire in modo diffuso maggiori competenze nella vita lavorativa ed evitare nuove disuguaglianze.

Per il successo di questo nuovo paradigma sono essenziali politiche coerenti e misurabili in rapporto a parametri comunemente definiti e riconosciuti a livello internazionale come l’Agenda 2030 dell’Onu.

AsVeSS , in rapporto con ASviS, continuerà il suo impegno per promuovere e rafforzare nella nostra Regione una strategia per il pieno raggiungimento di questi obiettivi affinché questa difficile ripartenza dopo l’emergenza sanitaria diventi una nuova opportunità di sviluppo ed inclusione sociale.

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