Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile

Coronavirus. Per una ripartenza sostenibile

Coronavirus. Per una ripartenza sostenibile

di Giorgio Santini – presidente AsVeSs

La curva del contagio e dei decessi sta lentamente rallentando. Si contano i giorni che mancano alla ripartenza dopo la tremenda pandemia da coronavirus ed è il momento di guardare avanti.

Due sono le certezze di oggi fra i tanti dubbi sul futuro: il Virus ha colpito con grande durezza, causando molte vittime e molti contagiati tra le persone ed ha avuto un impatto devastante per l’economia colpita simultaneamente in tutti i settori della domanda e dell’offerta, dell’industria e dei servizi, con una caduta del Pil del 15% (dato da economia di guerra), un rapporto del deficit sul Pil che nel 2020 si prevede al 9%, cioè quattro volte quello del 2019 e le richieste di Cassa Integrazione tre volte più alte della crisi del 2008.

L’altra certezza è che ci sarà un periodo medio-lungo di convivenza con il virus fino a quando (in un tempo però non definibile oggi) sarà messo a punto un vaccino che ci possa proteggere.

Il percorso che il Paese ha davanti non sarà un semplice ritorno a “come eravamo” due mesi fa.

Saranno necessarie ancora difficili prove e serviranno molti cambiamenti. Occasione propizia per accentuare la spinta a percorrere la strada dello sviluppo sostenibile delineato dall’Agenda 2030 con i 17 obiettivi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

Un primo esame svolto da ASviS sugli effetti del Virus sui 17 obiettivi dell’Agenda 2030 indica chiaramente le aree in cui maggiori sono state (e saranno ) le difficoltà: i servizi socio-sanitari (ob. 3), le grosse incognite sulla ripresa dell’economia e del lavoro (obb. 8 e 9 ), aumento delle disuguaglianze vecchie e nuove anche causate dalla scarsa diffusione del digitale (ob. 10), l’aumento della povertà nei singoli Paesi e tra i Paesi (ob. 1) l’accantonamento degli Accordi per contrastare il cambiamento climatico e l’aumento dei rischi ambientali (ob. 13): la ripartenza dovrà essere all’insegna della Resilienza Trasformativa cioè della capacità di resistere adattandoci alle nuove necessità, attuando tutti i cambiamenti necessari a mantenere la rotta verso lo sviluppo sostenibile.

Questi mesi di battaglia contro il Virus hanno fatto emergere la necessità di ri-valorizzare il ruolo ed i compiti dello Stato, riconosciuta anche a livello internazionale come ricorda l’Economist che prevede d’ora in poi «una domanda strutturalmente maggiore di intervento statale».

Il primo banco di prova sarà la gestione della ripartenza prevista per il 4 maggio per la quale rimangono ancora molte criticità per garantire la massima sicurezza delle persone, in particolare nei luoghi di lavoro. Governo e Regioni non possono fallire questa prova: debbono assolutamente superare le difficoltà che ancora si riscontrano per reperire i dispositivi di protezione individuale e per la tracciatura rapida di potenziali rischi di contagio. La ripartenza delle attività economiche senza queste misure di sicurezza e il necessario distanziamento sociale lascerà ampi varchi a una recrudescenza del virus, scenario tragico, assolutamente da evitare.

Dovranno da subito essere rafforzati e riorganizzati i Servizi Socio-Sanitari con grande attenzione ad agire innanzitutto sulle gravi problematicità emerse nell’assistenza agli anziani, nel rapporto tra sanità territoriale e rete ospedaliera, alla necessità di incrementare la ricerca. Si rende, inoltre, necessario un forte potenziamento dei servizi alle famiglie sia per figli che continueranno a non andare a scuola fino a settembre sia per gli anziani, per uscire dalla attuale marginalità dell’assistenza alle persone più fragili, che risulta essere spesso assente o svolta in gran parte con lavoro irregolare.

Analoga capacità di cambiamento è richiesta nella Scuola e Università che sono chiamate fin dal prossimo anno scolastico a ripensare la propria struttura organizzativa e didattica per evitare l’eccessiva vicinanza nelle aule. In particolare va ben strutturato l’insegnamento a distanza, come apporto indispensabile, da integrare con quello svolto in aula con l’avvertenza di mettere tutte le famiglie, anche quelle con più figli, nelle condizioni di potervi accedere con gli strumenti necessari. Il maggior utilizzo di strumenti digitali dovrà favorire anche una effettiva alternanza scuola-lavoro così da ridurre la percentuale di giovani Neet ancora a livelli altissimi.

Particolarmente delicata sarà la gestione del cambiamento nel settore dei trasporti che dovrà essere riorganizzato per evitare i contagi da assembramento e che risulta quello maggiormente a rischio di un ritorno al passato: i primi studi sulla ripartenza post-virus in Cina rilevano una nettissima propensione a ritornare all’auto privata come modalità prevalente rispetto al trasporto collettivo con inevitabile ripercussioni sulle emissioni inquinanti in atmosfera. Questo comporterà una grossa capacità di ripensare l’organizzazione delle città in particolare delle maggiori aree urbane con l’obiettivo di non arretrare nella battaglia per combattere le emissioni inquinanti.

Per l’economia ed il lavoro, fortemente colpiti dagli effetti del Virus, è necessaria una maggiore tempestività negli interventi di sostegno economico già deliberati ma non ancora disponibili per imprese e lavoratori, superando le troppe complessità burocratiche gestionali che risultano particolarmente penalizzanti per le micro-imprese, il lavoro autonomo, le attività professionali. Le attività economiche, in particolare quelle industriali sono chiamate a gestire al meglio la doppia rivoluzione in atto: l’avvento dell’economia digitale e il Green New Deal lanciato dall’Unione Europea da implementare con sempre maggior convinzione da parte dei singoli Paesi. È di fondamentale importanza sviluppare con sempre maggiore intensità gli investimenti nello sviluppo e nella finanza sostenibile, in particolare nell’economia circolare.

A tal proposito sono particolarmente importanti le recenti decisioni del Consiglio Europeo che ha definito i criteri per gli investimenti sostenibili che saranno finanziati dai fondi del Green New Deal e saranno finalizzati esclusivamente a obiettivi di sostenibilità (tra cui mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, transizione verso economia circolare, prevenzione e riduzione dell’inquinamento) e riguarderanno un gran numero di settori produttivi: energia, industria, edilizia, trasporti, agricoltura, Ict . È una occasione che l’economia italiana non può perdere, una via aperta per una evoluzione rapida del nostro paese verso la sostenibilità.

In materia di lavoro la prima emergenza è il sostegno al reddito, (per la fase in cui non è possibile lavorare) per tutte le tipologie di lavoratori, compreso il lavoro autonomo nelle diverse articolazione. Se verrà introdotto come sembra il Reddito di Emergenza per il lavoro sommerso e irregolare sarà necessario accompagnarlo con l’obbligo alla emersione attraverso forme di tracciabilità.

Sarà molto importante gestire il delicato rapporto tra lavoro in sicurezza, lavoro a distanza e mantenimento del posto di lavoro nella fase critica che purtroppo molte aziende attraverseranno. A tal proposito potrebbe essere fortemente incentivato il lavoro a distanza (smart working ) con una defiscalizzazione consistente del contributo Inail visto la minor probabilità di incorrere in infortuni sul lavoro.

Per molti lavoratori in questo periodo di minore o mancata attività è fondamentale un forte investimento per aumentare la formazione, in particolare sulle competenze digitali di lavoratori temporaneamente non occupati e di quanti saranno disponibili alla regolarizzazione. Un forte investimento sulle competenze necessarie alla trasformazione digitale in atto diventa lo strumento più opportuno per prevenire o risolvere una possibile crisi occupazionale dovuta alle difficoltà della ripartenza produttiva, soprattutto perché permetterà ai lavoratori coinvolti nelle crisi una maggiore elasticità per cogliere le possibili occasioni di lavoro.

Il cambiamento dovrà riguardare anche un forte miglioramento nella efficienza dello Stato, delle Regioni, delle principali Amministrazioni ed Agenzie Statali, in sostanza in quella che viene definita la macchina pubblica spesso considerata non senza ragione troppo burocratizzata da mille procedure, inefficiente e fattore ritardante per lo sviluppo del Paese, come è emerso anche in occasione dei provvedimenti destinati a famiglie, lavoratori imprese per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica.

Lo Stato e la Pubblica amministrazione debbono migliorare nella semplificazione del rapporto tra i diversi livelli istituzionali (soprattutto tra Stato e Regioni) e in modo ancora più deciso nel rapporto tra lo Stato e i cittadini. La possibilità attuale di gestire il rapporto con i cittadini attraverso la rete digitale e la tracciabilità è un’occasione unica per realizzare un efficace contrasto alla evasione fiscale (che incide per oltre 100 miliardi di euro all’anno) e per una drastica semplificazione dei tanti adempimenti burocratici che spesso danneggiano i cittadini e le imprese, senza avvantaggiare in nessun modo lo Stato.

Anche e soprattutto così si riforma lo Stato rendendolo più efficiente, trasparente, più giusto, maggiormente in grado di vincere definitivamente la battaglia contro il Virus per oggi è per domani.

Su questi temi l’Associazione Veneta per lo Sviluppo Sostenibile – AsVeSS, anche attraverso i suoi Gruppi di Lavoro permanenti sugli obiettivi dell’Agenda 2030, è disponibile a collaborare con le istituzioni (Comuni, Province, Regione), le realtà associative, il Terzo Settore per mantenere alta la mobilitazione contro il Virus e per costruire nuovi e più alti livelli di coesione sociale e di uguaglianza nella difficile fase della ripartenza post-Virus.

 

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